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30/05/11

Aggiornamenti da Buenos Aires 6





Ya se pueden contar las horas que me quedan en Buenos Aires.

....y me pregunto por que siento la necesidad de buscar inquietud.

Así es.

Al partir se habrió un corte en mi cuerpo, de la garganta hasta el ombrigo, y ahora que se había cicatrizado, se volverá a habrir y no sé cuanto tardará en desaparecer otra vez. Lo que no entiendo es si busco este corte a proposito. Está empezando a aparecer una herida y se abrirá completamente pasado mañana al quedarme sola en el aeropuerto.

Espero dormir todo el viaje para no darme cuenta que más pasan las horas menos más me alejo de Buenos Aire, más me acerco a mi vida...

Sé que con el pasar del tiempo desaparecerá. Sé que volverá cuando volveré a irme.

Ahora quiero volver aquí. Quiero que todo sea así cuando volveré, creo...

No quiero dormir esta noche. No quiero que acabe el día. No quiero que mañana sea mañana. Necesito más tiempo, necesito más tiempo, necesito más tiempo!!!!!


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Si possono già contare le ore che mi restano a Buenos Aires.

...e mi chiedo perché sento la necessità di cercare irrequietezza.

È così.

Partendo si aprì un taglio nel mio corpo, dalla gola all’ombelico, e adesso che si era cicatrizzato, si riaprirà e non so in quanto tempo sparirà. Quello che non capisco è se cerco questo taglio di proposito.

Sta cominciando ad apparire una ferita e si aprirà completamente dopodomani quando mi troverò da sola in aeroporto.

Spero di dormire durante tutto il viaggio per non rendermi conto che più passa il tempo, più mi allontano da Buenos Aires, più mi avvicino alla mia vita...

So che con il passare del tempo sparirà. So che tornerà quando me ne andrò di nuovo.

Adesso voglio tornare qui. Voglio che tutto sia così quando tornerò, credo...

Non voglio dormire questa notte. non voglio che finisca questo giorno. Non voglio che domani sia domani. Ho bisogno di più tempo, ho bisogno di più tempo, ho bisogno di più tempo!!!!!


26/05/11

Aggiornamenti da Buenos Aires 5


Me encanta esta canción.

Me encanta el airecito fresco de la mañana quando la luz es radente.

Me encanta el vino argentino.

Me encantan los alfajores de maizena con el dulce de leche.

Me encanta fumar escribiendo.

Me encanta el desorden cuando no tengo ganas de ordenar.

Me encanta el orden cuando tengo ganas de ordenar.

Me encanta la luz que entra en el piso donde vivo.

Me encanta desayunar sin prisa con un capuchino y un muffin de chocolate.

Me encanta caminar.

Me encanta no darme cuenta de que hora es.

Me encanta leer nonpossoriposare.blogspot.com de primera hora.

Me encanta regalar mis dibujos.

Me encanta ducharme por la mañana.

Me encanta dejarme el pelo un poco mojado hasta que tenga frio en la cabeza.

Me encanta secarme el pelo cuando tengo frio en la cabeza.

Me encanta Buenos Aires.

Me encanta el hecho que dentro de 5 días volveré a casa.

Me encanta la idea que un día volveré aquí.

Me encanta dibujarme la piel.

Me encanta dibujar qualquier cosa.

Me encanta esperar que alguien me escriba.

Me encanta leer lo que alguien me escribe.

Me encanta leer cuentos.

Me encanta estar sola en casa por la mañana.

Me encanta que mi pelo crezca.

Me encanta cenar en compañia.

Me encanta comer sola algo que preparé yo para mi con amor.

Me encanta cantar cuando nadie me puede oir.

Me encanta la fantasía.

Me encanta la realidad.


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Mi piace questa canzone.

Mi piace l’arietta fresca del mattino quando la luce è radente.

Mi piace il vino argentino.

Mi piacciono gli alfajores di maizena con il dulce de leche.

Mi piace fumare scrivendo.

Mi piace il disordine quando non ho voglia di ordinare.

Mi piace l’ordine quando ho voglia di ordinare.

Mi piace la luce che entra nell’appartamento in cui vivo.

Mi piace fare colazione senza fretta con un cappuccino e un muffin al cioccolato.

Mi piace camminare.

Mi piace non rendermi contro di che ora sia.

Mi piace leggere nonpossoriposare.blogspot.com di primo mattino.

Mi piace regalare i miei disegni.

Mi piace farmi la doccia di mattina.

Mi piace lasciarmi i capelli un po’ bagnati fino a quando sento freddo in testa.

Mi piace asciugarmi i capelli quando sento freddo in testa.

Mi piace Buenos Aires.

Mi piace il fatto che tra 5 giorni tornerò a casa.

Mi piace l’idea che un giorno tornerò qui.

Mi piace disegnarmi la pelle.

Mi piace disegnare qualsiasi cosa.

Mi piace aspettare che qualcuno mi scriva.

Mi piace leggere quello che qualcuno mi ha scritto.

Mi piace leggere racconti.

Mi piace stare in casa sola al mattino.

Mi piace che i miei capelli crescano.

Mi piace cenare in compagnia.

Mi piace mangiare sola qualcosa che ho preparato io per me con amore.

Mi piace cantare quando nessuno mi può sentire.

Mi piace la fantasia.

Mi piace la realtà.


20/05/11

BUONA NOTTE - Buenas noches

Buona notte stelle Buona notte luna Buona notte Italia che a quest'ora sei sul punto di svegliarti Buona notte cuscini che cullate i sogni Buona notte coperte che riscaldate i cuori Buona notte gufi Buona notte mare Buona notte vento che corri e ululi inquieto Buona notte barche che dondolate silenziose nei porti deserti Buona notte Buenos Aires Buona notte mani Buona notte gambe Buona notte occhi Buona notte cuore Benvenuti sogni

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Buenas noches estrellas Buenas noches luna Buenas noches Italia que estas a punto de despertarte Buenas noches almohadas que adormeceis nuestros sueños Buenas noches mantas que calentate nuestros corazones Buenas noches búhos Buenas noches mar Buenas noches viento que corres y ululas inquieto Buenas noches barcos que balanceais silenciosos en los puetros desiertos Buenas noches Buenos Aires Buenas noches manos Buenas noches piernas Buenas noches ojos Buenas noches corazon Bienvenidos sueños

19/04/11

Aggiornamenti da Buenos Aires 4


ore 23:15

Tra poco pochissimo me ne vado a letto con la pancia che brontola un po’, ma senza la minima voglia di nutrirla. Ho cenato con tonno e verdure, un po’ di pane e una barretta di cioccolato che mi ha tenuto compagnia per tutta la durata del film: Santa Maradona. Yeah, che film! Questa giornata doveva finire così, serenamente, senza ansie (sfogate tutte ieri tra ore di telefonate e colori), senza ordine, senza cibo e senza cognizione del tempo che passa. Il tempo passa eccome...ma non si può mica ad aspettare che passi perché altrimenti non passa mai e quando non si vorrebbe che passasse, galoppa come una furia! Cliché..!

Credo che il mio vicino di casa sia sordo; sta guardando un film di guerra oppure gioca come un quindicenne con la play station e ovviamente vuole rendere partecipe tutto il vicinato del suo problema uditivo.

Quella del piano di sopra sposta sempre i mobili, non fa manutenzione alle porte che cigolano e ha un cane che tra un po’ mi piomba in casa visto che continua a raschiare il pavimento come un forsennato.

La strada non smette mai di scaldarsi sotto le ruote impazzite dei taxisti e dei porteñi (gli autoctoni).

E io probabilmente non smetterò mai di ripetere che la sigaretta delle 21 sarà l’ultima della serata, cocciuta bugiarda.



17/04/11

Aggiornamenti da Buenos Aires 3


SABATO NOTTE


Ieri sera sono andata a letto alle 03:30 dopo essere stata a 5 cm dal foglio di carta acquerellabile per 5/6ore circa, per disegnare, disegnare, disegnare, disegnare e dipingere.
Paradossalmente un dolore lancinante alla schiena mi rendeva ancora più instancabile.
La mano non si voleva fermare. ...e io che ci posso fare? Assecondo e disegno!
Il vento bussava con forza alle finestre.
Il cane del mio vicino abbaiava e abbaiava finché il padrone non e' rientrato.
Un grillo è apparso sulla maniglia esterna della porta che dalla cucina va in terrazzo. L’ho visto mentre mi scaldavo dell’acqua per una tisana e mi sono chiesta come sia possibile che un grillo fosse arrivato al sedicesimo piano....mah!
Stamani mi sono svegliata di soprassalto alle 09:30, dopo aver fatto un incubo pazzesco e poi in lontananza ascoltavo una canzone. Ho pensato che era impossibile che mi fossi dimenticata la musica accesa. Poi ho iniziato a cantare, nel letto, sottovoce, nascondendomi sotto alle coperta, dondolandomi per continuare a dormire, cantando sottovoce, dondolandomi, nel buio più totale. Non sono riuscita a togliermi dalla testa quello schifoso e notturno incubo. Un insensato incubo pieno di gente, ambientato in due luoghi agli antipodi, una villa campagna immersa nelle tenebre e l’ingresso luminosissimo di un condominio. Ho deciso che era meglio alzarsi e smetterla di vedere quelle immagini di ambienti saturi di persone dai volti conosciuti e che non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro. In casa regnava il silenzio, il vento aveva smesso di bussare alle mie finestre e la cicala era sparita. Ho acceso la musica e ho smesso di cantare.


03/04/11

Aggiornamenti da Buenos Aires 1


Aggiornamenti contingenti:

Il viaggio è andato relativamente bene. Diciamo che prima di partire ero abbastanza nervosa ed agitata. Dopo pranzo ho vomitato, mi sono dimenticata delle cose fondamentali (tipo le mie matite colorate) e avrei solo avuto voglia di mettermi a letto e dormire dormire dormire dormire dormire dormire dormire e dormire e svegliarmi con il sole mattutino, alzarmi, farmi la doccia, uscire verso le 09 a fare colazione con cappuccino e treccia dolce in uno dei “miei” bar in centro a Vicenza con l’arietta fresca che ti accarezza il viso e il sole dietro l’angolo della Basilica che fa capolino.

Invece all’aeroporto sono scoppiata a piangere.

L’ultima settimana in Italia è stata pazzesca: passeggiate notturne, cene e pranzi con amici, telefonate, un addio, una nuova amicizia, un amico ritrovato, la libertà, un’amica importante che si laurea, Venezia in un giorno di pioggia, un ragazzo.

Mentre stavo tornando a casa da Venezia in treno ascoltavo musica (forse gli Editors, forse i The Arcade Fire, non ricordo con esattezza), avevo solamente voglia di guardare fuori dal finestrino i miei pensieri che immobili corrono veloci. Poi d’improvviso mi vedo riflessa nel finestrino e mi chiedo come sia possibile macinare tanto, perché non possa smettere di pensare quando sono troppo stanca....

È come se la breve chiacchierata in piedi, appoggiata al muro di mattoni rossi, con le ossa umide per colpa di quella maledetta pioggerellina, avesse dato un giro di chiave per aprire quella porticina, situata proprio alla fine dello sterno, tra la cassa toracica e lo stomaco, che altro non aspettava.

Per fortuna pioveva perché se così non fosse stato forse avrei confuso tutto con la gioia per una bella giornata di sole significativa per una marea di gente che piantava la bandiera in una tappa della propria vita finendo poi con gli obbligati festeggiamenti.

Lunedì sera ho mangiato in 15 minuti, non volevo, non potevo, non dovevo rimanere in casa e sono andata a bermi una notevole quantità di birra buonissima in una birreria dove lavora un amico con un amico. Ho riso come una scema! Tornando a casa alle 02 di notte, avevo voglia di tornare a Venezia. Ci?!?! Ohi, ma sei fuori?>!>?!


Aggiornamenti contingenti:

Le Camel Light costano 7$ pesos = 1,2 €.

L’appartamento (Jean Jaurès, Buenos Aires, Capital Federal, Argentina) è al sedicesimo piano, è luminosissimo e si trova proprio davanti ad una fabbrica smessa convertita in un centro culturale fantastico, Conex!

Sto diventando una cliente del baretto sotto casa, “Lo de Pepe”, ci sono solo uomini e ho dovuto spiegare tre volte che non sono spagnola, ma che il mio accento è dovuto ad un anno di permanenza in Spagna. Nonostante ciò continuano a chiedermi “pero cuanto tiempo pasaste en Italia?!?!”

Ieri sono stata in università e sono rimasta a bocca aperta, farò foto per documentare.

Ieri sera sono riuscita a farmi la doccia calda (l’altro ieri era gelida perché non avevo acceso la caldaia...che idiota!), ma non ho potuto asciugarmi i capelli perché il mio phon ha la spina tedesca (grrrrrrrr!), quindi sono uscita a cena (carne argentina!) con i capelli bagnati. C’erano 22 gradi, 15 minuti dopo essere uscita di casa ha diluviato.

Adesso scendo a fumarmi una sigaretta, poi torno su, rileggo, continuo e invio.


Adesso ho fumato, mi sono riseduta, ho riletto, continuo ed invio.


Gli aggiornamenti non sono del tutto contingenti.

Io stranamente non mi sento né in preda al panico né all’ansia, piuttosto mi sento robusta e leggera, robusta e vuota.

Io dico solo che sono felice, che mi sento bene, che in aeroporto a Madrid ho pianto di nuovo senza saperne bene il motivo pensando a ciò che per me è importante, spaventata da ciò che avrei incontrato e spaventata da ciò che avrei lasciato.

Io credo in quello che mi succede e non credo che si possa decidere come devono andare le cose, ma sicuramente si può (forse sarebbe meglio dire si deve perché lo si vuole) essere coerenti con ciò in cui si crede.

[...]


Questa e’ parte di una mail (con modifiche e omissioni) inviata ieri pomeriggio a una persona speciale. Credo che siano le parole più significative per raccontare gli ultimi giorni italiani e primi giorni argentini.




25/03/11

Il primo giovedì primaverile


Guidare in solitudine nelle strade deserte della mia città tra le luci gialle dei lampioni e il verde degli alberi. Silenzio. Io, la mia macchina, la mia musica. Silenzio. Il semaforo rosso. Solitudine. Serena solitudine tornando a casa senza fretta alle 03 del mattino di un giovedì sera/notte, il primo giovedì sera di questa promettente primavera, l’ultimo giovedì sera vicentino dei prossimi due mesi. (Il giovedì per me è un giorno verde, verde bosco / improvvisa voglia di dipingere!)

Devo dire che stamani sento tutte le birrette bevute, le sigarette fumate e la camminata notturna lungo l’argine di Cresole. Sono felice. Mi sento leggera e il gatto che l’altro ieri mi lacerava la parete interna destra della mia cassa toracica non c’è più. Spero che non torni.

Resoconto:

Mi piace camminare di notte.

Luglio e settembre sono i mesi più belli dell’anno.

Luglio è verde acquamarina, settembre è magenta.

A luglio si va al mare, ad agosto si va in montagna.

Aprile e maggio sono i mesi jolly.

Marzo è meschino.

Ottobre malinconico.

Novembre non ci piace ed è grigio.



09/01/11

La seconda domenica del mese






Irrequietezza.

Vorrei la bicicletta.

Vorrei tornare a un anno fa, mentre ascoltando questa musica, fotografavo strani alberi e tramonti valenciani mangiando una mela in spiaggia, guardando la mia bicicletta, chiudendomi la giacca di pelle blu per il vento, togliendomi i corti capelli dal viso.

Volevo un cane.

Ero sola e stavo bene. Mi sentivo sola e stavo male.

Che bella luce l’anno scorso... non come il grigiume di quest’anno che mi distrugge le budella e mi scombina l’umore. Detesto.

Adesso i capelli crescono e toccano le spalle; cresceranno ancora e per un po’ non li taglierò.

Ho voglia di viaggiare. Ho voglia di sentirmi straniera in un posto che diventerà mio per un po’ e che imparerà a riconoscermi.

Sistemo la mia camera. Guardo i miei libri. Bevo tisane. Sogno ad occhi aperti. Ancora, sempre più sogni, smanie, ambizioni. ...ma la differenza è così sottile che non capisco come incanalare i pensieri.... perché questo a scuola non te lo insegnano. Metodo nello studio...e nella vita come si fa??

Ecco il momento: come ci si organizza la vita??

La mia marmellata preferita è quella di fichi; ho iniziato a mangiarla solamente due anni fa.

Ultimamente mangio spesso la pizza con la mozzarella di bufala.

Vivrei di verdura e adoro il computer.

Sto vivendo senza sport, amore, sigarette, vodka tonic e sembrerà triste, ma non lo è affatto.

L’importante è finire più positivi di quando si iniziò.

Buon viaggio e buona vita!


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Inquietud.

Querría una bicicleta.

Querría volver atrás hace un año, mientras escuchaba esta música, fotografiaba arboles raros y puestas de sol valencianos comiqndo una manzana en la playa, mirando mi bicicleta, cierrandome la chaqueta blu de piel por el viento, quitandome el corto pelo de la cara.

Quería un perro.

Estaba sola y estaba bien. Me sentía sola y estaba mal.

Que bonita la luz del año pasado... no como la canicie de este año que me destruye la tripa y me cambia el humor. Detesto.

Ahora el pelo crece y llega e los hombros; crecerá más y no lo cortaré por un tiempo.

Tengo ganas de viajar. Tengo ganas de sentirme extranjera en un lugar que será mio por un tiempo y que aprenderá a reconocerme.

Arreglo mi habitación. Miro mis libros. Bebo enfusiones. Sueño con los ojos abiertos. Aún más sueños, inquietud, ambición. ...pero la diferencia es tan subtil que no entiendo como canalizar los pensamientos... por que esto no te lo enseñan en la escuela. Método en el estudio... y en la vida como se hace?

Ahora el momento: como se organiza la vida??

Mi marmelada preferida es aquella de higos; he empezado a comerla solamente hace dos años.

Últimamante como a menudo la pizza con la mozzarella de bufala.

Viviría de verdura y adoro el ordenador.

Estoy viviendo sin deporte, amor, sigarros, vodka tonic y parecerá triste, pero no lo es para nada.

El importante es acabar más positivos de cuando se empezó.

Buen viaje y buena vida!

02/01/11

Buon 2011 Ci!


Mangiare meno dolci. Leggere almeno 5 libri che possiedo prima di comprarne altri 5. Andare al cinema ogni mese. Un bagno turco alla settimana. Più sport. Prendere il treno che mi prefiggo senza pensare che dopo ce ne sarà un altro che posso prendere. Ritardare la sveglia solo una volta. Dormire 7-8 ore a notte. Non mangiarmi le pellicine delle dita. Essere coerente. Iscrivermi al partito. Donare il sangue ogni 4 mesi. Andare a Londra a trovare Giugi lov! Laurearmi. Togliere le tonsille. Fotografare i miei nonni. Fotografare di più. Viaggiare di più. Fare gli gnocchi con la nonna e imparare come li fa. Andare a Milano a trovare mia cugina. Pensare meno e fare di più. Utilizzare le stoffe comprate. Continuare a parlare lo spagnolo. Dare una spolveratina all'inglese. Guardare film in inglese sottotitolati in inglese. Passare del tempo in UK o negli States. Continuare a sognare in spagnolo. Organizzarmi meglio. Vedere tanto i miei amici. Disegnare di più. Finire di dipingere la camera. Scrivere con costanza nel blog. Leggere Internzionale. Sperimentare. Innamorarmi.


Ecco i buoni propositi per il mio 2011.



28/12/10

e adesso?

...e se smettessi di parlare per un po' ?

...e se smettessi di pensare per un po' ?

...e se smettessi di sognare per un po' ?

Mi potete chiamare tra un po', giusto un po', un po' quanto basta.

Per trovare decisioni già decise, per trovare pensieri già pensati, per trovare situazioni irrimediabili e non irrimediabilmente complesse.

È la paura di crescere, credo.

È la paura di amare, credo.

...e la fusione di queste due paure è terribilmente lacerante, instancabilmente prolissa.

Vorrei bloccarmi per un po’ lasciando continuare il mondo al mio posto.

Ecco adesso mi paralizzo. Stop. Non ci sono per nessuno, mi disegnerò la pancia, non mi pettinerò, forse non mangerò e sicuramente dormirò tanto, tantissimo...e farò dei sogni assurdi...e me li ricorderò domani... e STOOOOOOOOP!

..e alla fine mi rendo conto che potrei considerare ogni attimo come indipendente dal precedente e dal successivo.

Ma che sto dicendo?! Che sto pensando?!

Sono troppo grande per certe considerazioni e troppo piccola per altre....e non ci capisco più un cazzo.