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19/04/11

Aggiornamenti da Buenos Aires 4


ore 23:15

Tra poco pochissimo me ne vado a letto con la pancia che brontola un po’, ma senza la minima voglia di nutrirla. Ho cenato con tonno e verdure, un po’ di pane e una barretta di cioccolato che mi ha tenuto compagnia per tutta la durata del film: Santa Maradona. Yeah, che film! Questa giornata doveva finire così, serenamente, senza ansie (sfogate tutte ieri tra ore di telefonate e colori), senza ordine, senza cibo e senza cognizione del tempo che passa. Il tempo passa eccome...ma non si può mica ad aspettare che passi perché altrimenti non passa mai e quando non si vorrebbe che passasse, galoppa come una furia! Cliché..!

Credo che il mio vicino di casa sia sordo; sta guardando un film di guerra oppure gioca come un quindicenne con la play station e ovviamente vuole rendere partecipe tutto il vicinato del suo problema uditivo.

Quella del piano di sopra sposta sempre i mobili, non fa manutenzione alle porte che cigolano e ha un cane che tra un po’ mi piomba in casa visto che continua a raschiare il pavimento come un forsennato.

La strada non smette mai di scaldarsi sotto le ruote impazzite dei taxisti e dei porteñi (gli autoctoni).

E io probabilmente non smetterò mai di ripetere che la sigaretta delle 21 sarà l’ultima della serata, cocciuta bugiarda.



25/07/10

CUORE SACRO



"Ciascuno di noi possiede due cuori uno, il più razionale, eclissa l'altro che però irradia una luce nascosta un calore di cui nessuno può fare a meno è il cuore sacro."



regia di Ferzan Ozpetek


Irene Ravelli ha ereditato dal padre, noto imprenditore immobiliare, non solo le sue aziende, ma anche il talento per gli affari, che l'ha portata ad accrescere il patrimonio paterno, con l'aiuto della zia Eleonora, spesso usando logiche affaristiche prive di scrupoli. Ottenuto il dissequestro dell'antico Palazzetto di famiglia su cui lei vorrebbe speculare, Irene scopre che la stanza della madre Adriana, morta in circostanze misteriose quando lei era ancora piccola, è rimasta intatta come se la donna ci abitasse ancora. Il fantasma rimosso della madre e l'incontro con Benny, una bambina imprevedibile e sorprendente, generano in Irene un conflitto che è alla base di un grande cambiamento. Comincia così la storia di un percorso di scoperta di sé per cambiare, che rischia di trasformarsi in un viaggio nella 'follia' dell'altruismo e del bene, per raccontare in forme laiche il bisogno di spiritualità che si sente in questo momento in tutto il mondo e che spesso prende forme confuse di fanatismo, di esclusione dal contesto sociale, di speculazione politica.


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Guión de Ferzan Ozpetek


Irene Ravelli ha heredado del padre, conocido emprendedor de bienes inmuebles, no solamente sus empresas, sino también el talento para los negocios, que le ha llevado a acrecentar el patrimonio del paternal, con la ayuda de la tia Eleonora, a menudo utilizando logìstico comercial sin escrúpulos.
Obtenido desconfiscación del Palacio de familia sobre que ella querría escpecular, Irene descubre que la habitación de la madre Adriana, muerta en circustancias misteriosas cuando ella era pequeña aún, se ha quedado intacta como si la mujer viviese todavía ahí. El fantasma removido de la madre y el encuentro con Benny, una niña imprevisible y sorprendente, generano en Irene un conflicto que está a la base de un gran cambiamento. Empieza así la historia de un recorrido de descubrimiento de si misma para cambiar, que arriesga de transformarse en un viaje en la ‘locura’ del altruismo y del bien, por cuentar en formas laicas la necesidad de espiritualidad que se siente en esta momento en todo el mundo y que a menudo coje formas confusas de fanatismo, de esclusión del contexto social, de especulación politica.

25/04/10

LA TIERRA, NUESTRA CASA - La terra, la nostra casa




Il film non è stato tradotto in italiano però esiste una versione in inglese sottotitolata in italiano che si può trovare su youtube.com.
Scrivo il sito ufficiale del film dove si possono trovare parecchie informazioni sul film e sui contenuti:

http://www.home-2009.com/us/index.html


Escribo la web oficial de la película donde se pueden encontrar varias informaciones sobre la película y sus contenidos.


30/03/10

AMADME! - Amatemi!


Pentothal (Claudio Santamaria), studente fuorisede, è un fumettista che lavora pochissimo e studia ancor meno. All’inizio della nostra storia, viene lasciato dalla fidanzata Lucilla (Fabrizia Sacchi), una femminista bella e tosta. Sempre in pigiama e con delle logore clark slacciate ai piedi, vive chiuso nella sua stanza, dove tra canne, sogni e visioni, sente il mondo scorrergli a fianco. I suoi compagni conviventi - impegnatissimi nella lotta del movimento studentesco -, la mensa universitaria, il bar affollato dal quale telefona alla madre per chiedere soldi, sono apparizioni sfocate tanto quanto i suoi sogni e la sua vera ossessione: Lucilla. Un miraggio che appare e scompare.


28/03/10

PAZ il film - CCCP

PAZ! è un film tratto dai fumetti di Andrea Pazienza.


Siamo a Bologna alla fine degli anni '70.

In un appartamento, in Via Emilia Ponente 43, convivono senza mai incontrarsi, ma solo sfiorandosi, tre personaggi: Pentothal, Enrico Fiabeschi e Massimo Zanardi, detto Zanna.

Questo è il racconto di 24 ore nella vita di questi ragazzi: dalle quattro del mattino all'alba del giorno successivo, storie di mondi paralleli che convivono nello stesso spazio, cominciando e finendo alla stessa ora.




Ecco solamente la canzone [l'avró ascoltata 18 volte oggi pomeriggio]!



I CCCP nascono nel 1982 a Berlino, dall'incontro di Giovanni Lindo Ferretti (voce) e Massimo Zamboni (chitarre). I due si muniscono di drum machine e suonano in giro per la Germania, rifacendosi soprattutto al punk espressionista di Einsturzende Neubauten. Il ritorno in Italia porta l'illuminazione.

1964-1985. Affinità-Divergenze fra il compagno Togliatti e noi. Del conseguimento della maggiore età . Il disco si apre con una dichiarazione di identità, un urlo "CCCP" e via, in un mare di feedback, una batteria elettronica che è una pulsazione continua e le parole che sono quelle che non senti altrove "fedeli alla linea, anche quando la linea non c'è, quando l'imperatore è malato, quando muore o è dubbioso".
[...]
Ma c'è soprattutto "Io sto bene". Questa è la canzone che li identificherà, perché in questo lieve accelerando in quattro quarti c'è tutta la provincia italiana e tutta il senso di vuoto degli anni Ottanta ("Non studio, non lavoro, non guardo la TV, non vado al cinema, non faccio sport"...). A emergere è anche il canto distaccato e straniante di Giovanni Lindo Ferretti, sorta di John Lydon padano, che si rivela forse il primo cantante italiano capace di adattare la propria lingua alle esigenze ritmiche e armoniche del rock.



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